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Ue, Prodi: “È incredibile oggi opporsi al Mes. L’Italia provi piuttosto ad allungare la durata del prestito”

L’ex presidente della commissione europea, ospite di Casa Lateral di Bottura, critica le posizioni di Lega e 5Stelle: “I soldi del fondo salva-Stati devono essere usati solo per spese sanitarie, ma qual è il problema? Usiamo per altri scopi quelli che destineremmo agli ospedali”

Prova a sorridere, Romano Prodi, sul grande caos politico che precede il Consiglio europeo del 23 aprile: quel vertice dei capi di stato e di governo che dovrebbe dare il via agli strumenti contro la recessione provocata dal coronavirus. “La differenza tra coronabond e recovery bond? Servirebbe Einstein”, scherza ospite di Casa lateral, il programma di Luca Bottura in onda sul sito di Repubblica e sulla pagina Fb del giornalista. “Sono quei dispettucci politici per cui ognuno vuole metterci il suo marchio ma al di là di questo sarebbe importante un debito per la prima volta condiviso”.

Poi l’ex presidente della commissione europea affronta il tema del grande “mostro” che agita i sonni della politica in queste ore, cioè il Mes, il meccanismo europeo di stabilità.

Romano Prodi ricorda la genesi di questo strumento. “Nasce per la grande crisi del 2012, e quando nascono queste cose sembrano sempre neutrali. Allora fu accettato sostanzialmente da tutti. Ma prevedeva forti forme di controllo su cui anch’io avevo delle perplessità”. Quanto all’oggi, però, Romano Prodi non ha dubbi: “L’Europa ha tolto tutti i condizionamenti, anche se il nome è rimasto lo stesso, sembra sacro. Però non ci sono condizioni di controllo nei confronti della politica, c’è un tasso di interesse bassissimo, sicuramente meno dell’un per cento. Si dice che quei fondi devono essere usati solo per le spese sanitarie? Perfetto. Usiamo questi soldi per le spese sanitarie e destiniamo quelli che dovevano andare alle spese sanitarie ad altre cose”.

Poi critica Lega e 5Stelle: “È incredibile l’opposizione al Mes oggi. Piuttosto dobbiamo lavorare sulla durata. Bisogna farsi garantire non solo che non ci siano condizionamenti ma anche sulla durata del prestito”.

fonte: www.repubblica.it