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Coldiretti: “Governo non ci ha permesso di assumere 200mila disoccupati italiani”

L’intervista realizzata da interris.it a Romano Magrini, responsabile Lavoro della Coldiretti, sulle modalità di ripartenza del settore agricolo. 

Per arrivare in tavola, la frutta va prima raccolta. Siamo in emergenza per quel che riguarda il lavoro stagionale dei campi? Manca la manodopera?

“Sì. Uno dei problemi principali di queste settimane è la mancanza di manodopera – quasi tutta straniera – proveniente da paesi Ue come Romania e Polonia. Operai che normalmente entrano in Italia nei mesi di marzo e aprile, regolarmente sotto contratto, che hanno un rapporto strutturato con le aziende grazie a collaborazioni anche decennali. A causa della pandemia, il loro ingresso è stato ovviamente bloccato, mettendo però in grave difficoltà le aziende”.

Di quanti lavoratori stiamo parlando, in cifre?

“Di circa 150-200mila lavoratori stranieri stagionali, con un regolare contratto da operai agricoli”.

Una provocazione: questi 200mila posti di lavoro vacanti in agricoltura potrebbero essere dati ai tanti italiani rimasti senza lavoro?

“In merito, la Coldiretti ha fatto una proposta al Governo Conte II di ristabilire i voucher ma in una forma molto semplificata per l’emergenza lavorativa scatenata dalla pandemia di Covid-19 proprio per andare incontro alla richiesta di tanti connazionali che sono in cassa integrazione, sono senza sussidi o disoccupati e che, attraverso i voucher, potrebbero venire a lavorare in agricoltura qualche mese, fintanto che non finisce l’emergenza. Però purtroppo davanti a questa nostra richiesta c’è stato un ‘No’ categorico da parte del Governo”.

Questa strada non è dunque al momento praticabile?

“Purtroppo no. Sull’utilizzo dei voucher c’è una chiusura ideologica. Tutte le principali sigle sindacali non sono d’accordo sulla loro reintroduzione e hanno fatto ‘fuoco di sbarramento’.

Perché?

“Per un problema vissuto in passato che ha visto – non nel settore agricolo – un utilizzo indiscriminato dei voucher. Alcune aziende avevano indebitamente “trasformato” dei lavoratori a tempo determinato o indeterminato in voucheristi. Quindi in passato c’è stato un abuso nell’utilizzo di questo strumento in alcuni settori produttivi. Questo però non era accaduto in agricoltura perché all’interno della normativa del settore agricolo c’è un divieto ad hoc che obbliga l’utilizzo dei voucher solo per quei lavoratori che non sono già stati degli operai agricoli. Quindi, potevano essere usati solo con nuovi lavoratori, in aggiunta a quelli già presenti”.

Perciò, per permettere agli italiani di lavorare in sostituzione agli stranieri bloccati all’estero, basterebbe fare ai voucher nazionali la stessa modifica presente in quella del settore agricolo?

“Esatto”.

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